Cipolle rosse di Tropea e verdure fresche su un banco di mercato
Cipolle rosse di Tropea e verdure fresche su un banco di mercato. Foto: Naturpuur · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

In Calabria la sagra non è folklore per turisti: è il modo in cui i paesi fanno i conti con quello che producono. Si mangia in piazza, si comincia tardi, si finisce tardissimo, e quasi sempre il prodotto celebrato è lo stesso che nei mesi precedenti ha occupato i campi o le barche. Con base a Catanzaro se ne raggiungono parecchie in giornata, sia sul versante ionico sia su quello tirrenico.

Come funzionano

Due regole valgono praticamente per tutte. La prima: sono serali. Difficilmente succede qualcosa prima delle otto, e il grosso arriva dopo le nove. La seconda: le date si spostano. Molte sagre sono agganciate a una festa patronale o a un weekend, non a un giorno fisso del calendario, e vengono confermate dal Comune o dalla Pro Loco poche settimane prima.

La conseguenza pratica è che conviene costruire la giornata al contrario: si sceglie la sagra, si verifica la data sui canali ufficiali, e solo dopo si decide cosa fare nel pomeriggio.

La cipolla rossa di Tropea

La Cipolla Rossa di Tropea è un IGP e una delle poche cose calabresi che tutti conoscono anche fuori regione: dolce, poco pungente, buona cruda. La sagra storica non si tiene però a Tropea ma a Ricadi, nella piazza del paese, in agosto: è un appuntamento che va avanti dalla fine degli anni Settanta e coinvolge tutta la comunità.

Da Catanzaro si attraversa l'istmo e si arriva sull'altro mare: sono una novantina di chilometri di strada verso Tropea, con un tratto di autostrada. È una gita che si fa comodamente in giornata, con il bagno sulla costa tirrenica nel pomeriggio e la sagra la sera.

Il tonno e il tartufo di Pizzo

Poco più a nord, a Pizzo, ad agosto si tiene la sagra dedicata alle due specialità del posto: il tonno e il Tartufo di Pizzo. Il tartufo qui non è un fungo ma un gelato: una semisfera di nocciola e cioccolato con il cuore di ganache che resta morbido, spolverata di cacao amaro e modellata a mano senza stampi. È nato negli anni Cinquanta ed è stato il primo gelato al mondo a ottenere il marchio IGP.

Pizzo, in ogni caso, il tartufo lo serve tutto l'anno: la sagra è l'occasione per mangiarlo in piazza insieme al resto, ma non è l'unico modo per provarlo.

Il pesce azzurro sulla costa ionica

Sul versante che vi riguarda più da vicino, il protagonista è il pesce azzurro: alici, sgombri, sarde, il pescato che per secoli è stato la base dell'alimentazione dei borghi marinari e che oggi viene rivalutato anche per ragioni di sostenibilità. A Soverato, a una trentina di chilometri da Catanzaro, si tiene in agosto una sagra dedicata proprio al pesce azzurro, collegata ai festeggiamenti per Maria Santissima di Porto Salvo.

Non è un caso isolato: lungo la costa ionica catanzarese diversi comuni, da Botricello a Sellia Marina fino a Cropani e Squillace, partecipano a rassegne estive che mettono insieme showcooking, laboratori e degustazioni attorno al pescato locale. Conviene chiedere in loco o guardare le pagine dei Comuni: il calendario si compone strada facendo.

I funghi e la patata della Sila

Quando l'estate finisce, la festa si sposta in montagna. La Sagra del Fungo di Camigliatello Silano va avanti dal 1969 e occupa i fine settimana di ottobre: porcini in tutte le forme, ma anche Patata della Sila IGP, Caciocavallo Silano DOP, mostra micologica curata dal gruppo micologico locale, gruppi folkloristici e bancarelle lungo la via principale.

Camigliatello sta sul versante cosentino della Sila e da Catanzaro è la meta più lontana fra quelle citate: è una giornata piena, non una serata. Se invece volete la Sila senza fare tutta quella strada, il Villaggio Mancuso, nella Sila Piccola, è a poco meno di un'ora di auto dalla città.

Non date per scontate le date. Nessuna delle sagre elencate qui ha un giorno fisso valido per sempre: cambiano anno per anno e vengono ufficializzate poco prima da Comuni, Pro Loco e comitati organizzatori. Verificate sempre prima di mettervi in auto, soprattutto se il viaggio è lungo. E tenete conto che nelle serate di sagra i parcheggi vicino al centro si esauriscono presto: mettete in conto qualche minuto a piedi.

Incastrare le sagre in una vacanza

Il modo più sensato è alternare: una serata sul tirrenico, una sulla costa ionica sotto casa, una giornata in montagna quando il caldo si fa pesante. Avere un appartamento con cucina aiuta più di quanto sembri, perché dopo una sagra non si ha voglia di nient'altro e il giorno dopo si rimedia in casa con quello che si è comprato in giro. Se l'idea della trasferta tirrenica vi convince, la pagina su Tropea mette in fila cosa vedere e quanto tempo serve davvero.

Una base per girare i paesi

Appartamento intero con cucina attrezzata e parcheggio libero in strada: si parte presto per le sagre e si rientra a notte fonda senza pensieri. Fino a quattro ospiti.