Una città su tre colli
Catanzaro sta su tre colli a poco più di trecento metri sul livello del mare: la Cattedrale è a 343 metri di quota, il giardino di Villa Trieste a 320. È una geografia che si sente nelle gambe, ma il centro storico è compatto e la regola non scritta è semplice: si cammina sul corso, in piano, e si scende nei vicoli solo quando serve.
Corso Mazzini, la spina dorsale
Corso Mazzini è l'asse su cui il centro si allunga, da piazza Matteotti fino alla zona di piazza Garibaldi e del complesso del San Giovanni. In diverse occasioni dell'anno, e spesso nei fine settimana, il Comune lo chiude al traffico: è il momento migliore per percorrerlo, fra palazzi ottocenteschi, chiese, negozi storici e gli imbocchi dei vicoli che scendono verso i due valloni.
Su questo corso si è giocata la storia più ricca della città, quella della seta: nel 1519 Carlo V concesse a Catanzaro il Consolato dell'Arte della Seta, privilegio fino ad allora riservato a Napoli, e nel Settecento in città lavoravano circa settemila setaioli su un migliaio di telai. Damaschi, velluti e broccati partivano da qui, ed è la chiave per capire perché un capoluogo di queste dimensioni abbia chiese e palazzi di questo calibro.
Il Duomo e la chiesa del Rosario
La Cattedrale di Santa Maria Assunta sorge dove nel 1121 fu consacrata la prima cattedrale cittadina, dedicata da papa Callisto II alla Vergine e agli apostoli Pietro e Paolo. I bombardamenti dell'agosto 1943 fecero crollare il transetto sinistro e danneggiarono il campanile; la ricostruzione, andata avanti fino alla metà degli anni Cinquanta, trasformò profondamente l'edificio, che tornò al culto nel 1960.
Dal 2017 la Cattedrale è chiusa per un intervento di consolidamento e restauro diviso in due lotti, tuttora in corso: chi arriva oggi trova i ponteggi sul campanile. Vale comunque salire in piazza Duomo: dietro l'abside c'è la chiesa del Santissimo Rosario.
La chiesa del Rosario nasce nel Quattrocento, dedicata all'origine all'Annunziata, accanto a un convento domenicano. Conserva stucchi del 1770 e una Madonna del Rosario dipinta nel 1615 dal fiammingo Dirck Hendricksz; la scalinata esterna è del 1871. La confraternita del Rosario è una delle quattro che ancora oggi portano la Naca, la processione del Cristo morto che ogni anno, nel pomeriggio del Venerdì Santo, attraversa il centro storico: nella settimana santa chiedi per tempo percorso e orario al Comune o alle confraternite.
Il complesso del San Giovanni
Il colle più alto è quello di San Giovanni, e non è un caso che l'XI secolo ci abbia messo sopra un castello: lo volle Roberto il Guiscardo, con cinta muraria, torri merlate e corte interna. Smantellata in parte nel Quattrocento, la fortezza finì nelle pietre della chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista e degli edifici cresciuti intorno, dalla Congrega dei Bianchi di Santa Croce del 1563 al convento dei Teresiani del 1645.
Per buona parte del Novecento il complesso è stato il carcere cittadino, trasferito solo dopo il crollo di un tratto di cinta muraria nel gennaio 1970. La seconda vita come spazio espositivo è arrivata a fine anni Novanta, con la mostra su Andrea Cefaly nel 1998 e quella su Mattia Preti l'anno dopo. Oggi si entra per le mostre temporanee, ma ci si ferma per la terrazza: da lassù si legge la conformazione della città, i colli, i valloni e il mare in fondo.
MARCA, Villa Trieste e il parco
Il MARCA, museo delle arti di Catanzaro, sta in via Alessandro Turco, in un palazzo del centro su tre livelli. È nato nel 2008 e al piano terra custodisce la pinacoteca e la gipsoteca della Provincia: un centinaio abbondante fra dipinti e sculture, con nomi come Battistello Caracciolo, Mattia Preti e Francesco Jerace. Sopra si alternano la raccolta di Mimmo Rotella e le mostre temporanee.
A pochi minuti c'è Villa Trieste, il giardino pubblico più antico della città: aperto il 21 gennaio 1881 e intitolato allora a Margherita di Savoia, ha preso il nome attuale dopo la seconda guerra mondiale. Dalle sue terrazze, a 320 metri, lo sguardo arriva alla costa ionica da un lato e alla Sila dall'altro. Con l'auto, l'ultima tappa è il Parco della Biodiversità Mediterranea: sessanta ettari aperti nel 2004 sui terreni della vecchia scuola agraria, con circa cinquantamila piante, il museo storico militare MUSMI e sculture contemporanee all'aperto.
Come incastrare tutto in una giornata
Lo schema che funziona: mattina sul corso, piazza Duomo e Rosario; tarda mattinata al San Giovanni; pranzo in centro; pomeriggio fra MARCA e Villa Trieste; il parco prima di rientrare, se le gambe reggono.
- Scarpe comode: fra corso e vicoli i dislivelli sono continui.
- In estate conviene spostare il giro al primo mattino o al tardo pomeriggio.
- Il parcheggio pubblico in strada, nella nostra zona, è gratuito: lasciare l'auto e salire in centro è la scelta più rapida.
Chi soggiorna da noi parte avvantaggiato: l'appartamento è in città e il centro si raggiunge in pochi minuti. Sul Duomo e sul cantiere in corso abbiamo messo insieme una scheda dedicata alla Cattedrale, utile da leggere prima di salire in piazza.
Il centro storico a pochi minuti
Calabria Bella è un appartamento di 40 mq in città, con due camere e cucina attrezzata. Si esce la mattina per il giro in centro e si rientra senza pensieri di parcheggio: in strada è pubblico e gratuito.