Uno dei pini secolari della riserva dei Giganti della Sila, a Fallistro
Uno dei pini secolari della riserva dei Giganti della Sila, a Fallistro. Foto: DonGatley · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Dal mare al bosco in un'ora di curve

La cosa che spiazza chi viene in Calabria per la prima volta è la distanza fra due mondi opposti. La mattina si può stare in spiaggia sul golfo di Squillace e nel pomeriggio camminare fra pini larici a milleduecento metri, con venti gradi in meno addosso. Il Parco Nazionale della Sila comincia poco sopra Catanzaro: il Villaggio Mancuso, porta d'ingresso della Sila Piccola, è a una quarantina di chilometri dalla città, tutti di strada di montagna.

La Sila è un altopiano, non una catena: boschi fitti, radure, pascoli e bacini d'acqua fra i 1.100 e i 1.400 metri, con le cime più alte, il monte Botte Donato e il monte Nero, che si alzano sopra la Sila Grande. È un posto che si gira in auto fermandosi spesso, più che da percorrere tutto d'un fiato.

Villaggio Mancuso e il centro visita Garcea

Il Villaggio Mancuso, nel territorio di Taverna, è il punto di partenza più comodo per chi arriva da Catanzaro. A circa cinquecento metri dal villaggio, in località Monaco, c'è il centro visita Antonio Garcea, il riferimento del Parco per tutta la Sila Piccola, in mezzo a una pineta di pino calabro.

È una tappa che funziona bene con i bambini, perché è organizzata a percorsi brevi e tematici: un sentiero didattico con tabelle su flora e fauna, un giardino delle erbe aromatiche e officinali, un sentiero geologico, un vivaio della biodiversità silana e la ricostruzione di un antico villaggio rurale. Ci sono anche un percorso accessibile alle persone con disabilità e un sentiero per non vedenti con descrizioni in braille. L'ingresso alle diverse parti del centro è gratuito. Nei dintorni, il lago Passante completa il giro con una passeggiata facile in riva all'acqua.

I tre laghi: Ampollino, Arvo, Cecita

I laghi della Sila sembrano naturali, ma non lo sono: sono invasi artificiali nati fra gli anni Venti e gli anni Cinquanta per produrre energia idroelettrica e per l'irrigazione, e hanno cambiato per sempre il paesaggio dell'altopiano.

  • Ampollino: il primo a essere sbarrato, nel 1926. È il terzo lago della Calabria per dimensioni e trattiene circa 68 milioni di metri cubi d'acqua.
  • Arvo: sta nella Sila Grande, fra il monte Botte Donato e il monte Nero. Sulle sue rive si è sviluppata Lorica, la località turistica più nota dell'altopiano.
  • Cecita: l'ultimo dei tre grandi bacini, con la diga completata nel 1951 e alta 55 metri. Vicino, in località Cupone, c'è uno dei centri visita del Parco, con museo naturalistico, giardino botanico e aree per la sosta.

Attorno ai laghi corrono strade panoramiche e sentieri segnati di lunghezza molto diversa: dalle passeggiate di un'ora ad anello fino a itinerari di mezza giornata. Il consiglio è di sceglierne uno solo e farlo con calma, invece di provare a toccare tutti e tre i bacini nella stessa giornata: le distanze sull'altopiano sembrano brevi sulla mappa, ma le strade sono lente.

Qui si sta sopra i mille metri e il meteo non è quello della costa: anche in piena estate la sera la temperatura scende parecchio e i temporali di pomeriggio sono frequenti. Metti in auto una felpa e una giacca antipioggia anche ad agosto. Da tardo autunno a primavera la neve è normale: informati sulle condizioni delle strade prima di salire e verifica gli obblighi invernali per pneumatici e catene.

I Giganti della Sila, a Fallistro

Se c'è una tappa che vale la salita anche a chi non ama camminare, è la riserva dei Giganti della Sila, in località Fallistro, nel territorio di Spezzano della Sila. Sono cinque ettari con cinquantotto pini larici monumentali: alcuni superano i trecentocinquanta anni di età, arrivano a quarantacinque metri di altezza e hanno tronchi di circa due metri di diametro alla base.

L'area è riserva naturale biogenetica guidata dal 1987 ed è affidata al FAI dal 2016. La visita è breve, su un percorso pianeggiante ad anello, ed è una di quelle cose che restano impresse ai bambini più di qualunque museo. Un avvertimento onesto: trattandosi di alberi molto vecchi, la riserva può chiudere temporaneamente per motivi di sicurezza dopo eventi meteo o cadute di piante, quindi conviene verificare l'apertura sui canali ufficiali del FAI prima di mettersi in strada.

Il treno della Sila

L'ultima carta da giocare è ferroviaria. Sulla vecchia linea a scartamento ridotto delle Ferrovie della Calabria, fra Moccone e San Nicola Silvana Mansio passando per Camigliatello Silano, circola in modo periodico un treno turistico trainato da una locomotiva a vapore Borsig del 1926, restaurata insieme alle carrozze originali in legno. La stazione di San Nicola Silvana Mansio, a 1.406 metri, è la stazione a scartamento ridotto più alta d'Europa, e la locomotiva viene girata a mano su una piattaforma girevole: uno spettacolo in sé.

Le corse sono stagionali e il calendario cambia di anno in anno, con periodi di sospensione del servizio: prima di organizzare la giornata, controlla sul sito delle Ferrovie della Calabria se il treno è attivo e come si prenotano i posti. Per il resto dell'altopiano, cosa vedere e come muoversi, trovi una panoramica nella nostra scheda sul Parco Nazionale della Sila.

Una giornata in montagna, base in città

Da Calabria Bella la Sila Piccola si raggiunge in circa un'ora di auto. Si parte presto con la moka accesa e si rientra la sera in un appartamento fresco, con lavatrice per scarponi e giacche bagnate.