Il mare di Copanello, sulla Costa degli Aranci
Il mare di Copanello, sulla Costa degli Aranci. Foto: Salvatore Migliari · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

A sud di Catanzaro la costa ionica prende un nome che sa di agrumeti: Costa degli Aranci. È il tratto di litorale che affaccia sul Golfo di Squillace, e concentra in pochi chilometri alcune delle cose più interessanti della provincia — un borgo della ceramica, i resti di un monastero tardoantico, una chiesa medievale in mezzo agli ulivi e un parco marino. Tutto raggiungibile in giornata con l'auto.

Che cos'è la Costa degli Aranci

La denominazione indica il tratto costiero che si sviluppa, da nord a sud, da Botricello a Guardavalle, e comprende fra gli altri i territori di Sellia Marina, Catanzaro, Borgia, Squillace, San Floro e Stalettì. Non è un confine amministrativo ma un'identità turistica consolidata, che tiene insieme spiagge, uliveti e un entroterra collinare molto vicino al mare.

Il punto di partenza naturale, se si alloggia a Catanzaro, è scendere verso il Lido e poi proseguire lungo la costa in direzione sud: nel giro di mezz'ora si è nel cuore della zona.

Squillace, la ceramica e Cassiodoro

Squillace sorge in posizione elevata sul golfo che porta il suo nome ed è conosciuto come borgo della ceramica. Le botteghe artigiane, in buona parte concentrate nel centro storico, lavorano ancora la terracotta secondo una tradizione locale di lunghissima durata: è il motivo per cui il paese viene inserito fra le città italiane della ceramica.

Squillace è anche il luogo d'origine di Magno Aurelio Cassiodoro, funzionario del regno ostrogoto e uomo di cultura fra i più influenti del VI secolo. Dopo la vita pubblica si ritirò qui e fondò il monastero Vivarium, un centro di studio e copiatura di manoscritti che viene spesso indicato come uno degli antenati delle istituzioni universitarie occidentali. Intorno al 555 fece costruire, accanto al monastero, la cappella di San Martino.

Le vasche di Cassiodoro e i ruderi di San Martino

Sulla costa fra Caminia e Copanello si trovano le cosiddette vasche di Cassiodoro: peschiere ricavate nella roccia, usate in antico per l'allevamento del pesce, nella zona in cui sorgeva il Vivarium. Sono visibili dal mare e, con attenzione, anche dalla costa.

Poco distante ci sono i resti della chiesa di San Martino, probabilmente il sito archeologico più esteso del promontorio di Stalettì. La struttura antica, a navata unica con tre absidi, sorgeva su terreni appartenenti al monastero di Cassiodoro; sulla sua funzione originaria gli studiosi hanno avanzato ipotesi diverse, fra cui quella di un edificio termale o di un mausoleo poi riutilizzato. È un luogo spoglio, senza allestimento turistico: va cercato, e proprio per questo vale la pena arrivarci.

Un itinerario che funziona in una giornata: mattina a Squillace fra le botteghe e il centro storico, pranzo al sacco o sosta sulla costa, pomeriggio fra Copanello e Stalettì per i siti cassiodorei, tramonto a Soverato. Sono tutte tappe vicine fra loro e la strada costiera è semplice, ma l'ultima parte va fatta con calma.

Santa Maria del Mare, la chiesa fra gli ulivi

A circa un chilometro dalla strada costiera, all'altezza di Copanello, risalendo verso l'interno fra gli uliveti, si incontra la chiesa di Santa Maria del Mare, chiamata anche Santa Maria di Vetere Squillacio. Domina la valle e guarda lo Ionio da una certa distanza.

L'edificio come si presenta oggi risale al XIII secolo, ma è la ricostruzione di un impianto più piccolo eretto nel VI secolo da monaci greci; nelle murature esterne sarebbero ancora riconoscibili alcuni elementi della costruzione originaria. È una delle testimonianze più concrete della continuità fra la Calabria bizantina e quella medievale.

Stalettì, il promontorio e il parco di Scolacium

Copanello si trova ai piedi della cosiddetta Coscia di Stalettì, il promontorio che chiude il golfo. Il paese di Stalettì sta più in alto, e dalle sue terrazze il colpo d'occhio sul Golfo di Squillace è ampio. È la zona in cui la costa perde l'aspetto urbano che ha a Catanzaro Lido e diventa alternanza di calette e scogliere.

Verso l'interno, nel territorio di Borgia in località Roccelletta, si trova il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium: trentacinque ettari di area archeologica immersa in un uliveto secolare, che scende verso il mare. In estate ospita l'Armonie d'Arte Festival, rassegna di musica e teatro che si tiene ogni anno fra luglio e agosto; le date e il programma vanno verificati di volta in volta sui canali ufficiali della manifestazione.

Soverato e come organizzare il giro

Il punto più a sud dell'itinerario è Soverato, chiamata da tempo "perla dello Ionio", a poco più di trenta chilometri dall'appartamento. La sua baia è tutelata come parco marino regionale, istituito con legge regionale del 2008 e conosciuto come Baia dell'Ippocampo per la presenza del cavalluccio marino, specie molto sensibile all'inquinamento e per questo usata come indicatore biologico della qualità delle acque. Lungo il Lungomare Europa, che è anche il centro della vita serale del paese, si trova una scultura in ferro dedicata all'ippocampo, opera dell'artista Franco Mirenzio.

Consiglio pratico: non provate a fare tutto in un giorno solo. Squillace e i siti cassiodorei meritano una giornata, Soverato e il mare un'altra. Con una base a Catanzaro le distanze restano brevi e si può rientrare a cucinare la sera. Per i dettagli sulla tappa più a sud, c'è la scheda dedicata a Soverato.

Al centro della Costa degli Aranci

Da Calabria Bella il mare dista 9 km, Soverato circa 25 e Le Castella circa 45: una posizione comoda per girare la costa ionica in giornata. Check-in dalle 15:00.