Una fortezza in mezzo all'acqua
Ci sono posti che si riconoscono da una foto sola, e Le Castella è uno di questi: una fortezza su un isolotto, staccata dalla riva quel tanto che basta, collegata alla terraferma da una striscia sottile di roccia e sabbia. Siamo nel comune di Isola di Capo Rizzuto, all'estremità orientale del golfo di Squillace, a una cinquantina di chilometri dalla casa: un'ora scarsa di strada lungo la costa ionica.
La visita si fa con calma. Il borgo è piccolo, la passeggiata fino al castello è breve, e il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando la luce arriva bassa da ovest e la pietra cambia colore. In agosto, di mattina, la lingua di terra verso l'isolotto è già affollata prima delle undici.
Angioini, aragonesi e incursioni dal mare
La fortezza nasce nel Duecento come parte del sistema difensivo angioino a protezione del golfo di Capo Rizzuto. Alla fine del Quattrocento passa agli aragonesi, e fra il 1510 e il 1526 il conte Carafa fa realizzare i bastioni quadrangolari di gusto spagnolo che oggi definiscono la sagoma dell'insieme.
Il nucleo originario è la grande torre cilindrica, arrivata a noi nella veste cinquecentesca: tre piani collegati da una scala a chiocciola e, alla base, una cavità per la raccolta dell'acqua piovana, dettaglio che racconta più di tante didascalie come si viveva in un presidio isolato. Fra il Cinquecento e il Settecento Le Castella subisce ripetute incursioni ottomane, che portano al progressivo abbandono. Oggi si entra nella cinta muraria e si visitano gli ambienti interni, spesso con visite guidate che raccontano aneddoti e vita quotidiana della guarnigione.
L'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto
Le Castella non è solo un castello: è uno dei due estremi di un'area protetta enorme. L'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto è stata istituita il 27 dicembre 1991 ed è gestita dalla Provincia di Crotone. Copre 14.721 ettari di mare e circa quaranta chilometri di costa, il che ne fa la più estesa d'Italia per superficie. Si allunga da Capo Colonna fino a Barco Vercillo, con otto promontori affacciati sull'acqua.
Per chi porta maschera e boccaglio è un piccolo paradiso: fondali bassi, praterie sottomarine, scogli e sabbia che si alternano di continuo. Vale la pena ricordare che un'area marina protetta è divisa in zone con regole diverse per balneazione, pesca, ancoraggio e immersioni. Le indicazioni sono esposte negli accessi principali: leggerle prima di entrare in acqua è il modo più semplice per non sbagliare.
Il borgo, il mare e i bambini
Il borgo che sta attorno alla fortezza è fatto di poche strade, un porticciolo e spiagge a portata di passeggiata. L'acqua intorno all'isolotto è bassa e trasparente, e questo rende la zona adatta anche alle famiglie: i bambini si fermano a guardare i pesci sotto riva mentre gli adulti girano intorno alle mura.
Un paio di accortezze concrete: d'estate l'ombra naturale è pochissima, quindi cappello, acqua e ciabatte da scoglio fanno la differenza; e il vento di tramontana, quando soffia, può rendere il mare mosso proprio nel tratto davanti al castello. In quel caso conviene spostarsi di qualche chilometro lungo la costa, dentro le insenature più riparate dell'area protetta.
Capo Colonna, l'altro capo del parco
Se avete tempo per una seconda tappa, salite verso nord fino a Capo Colonna, a una decina di chilometri da Crotone. Il parco archeologico occupa circa cinquanta ettari sulla punta più orientale del promontorio, quello che gli antichi chiamavano Lakinion akron, e comprende l'area sacra racchiusa dalle mura di età romana, una zona boschiva che ricorda il bosco sacro e il museo.
Al centro c'è quel che resta del grande tempio dorico di Hera Lacinia, eretto attorno al 480-470 avanti Cristo sul ciglio della falesia: si vedono le fosse di fondazione, parte dello stilobate orientale e un'unica colonna superstite con il capitello, alta circa otto metri, diventata il simbolo del promontorio e della città. I materiali votivi più preziosi, il cosiddetto Tesoro di Hera, sono conservati in parte nel Museo Archeologico Nazionale di Crotone.
Fortezza al tramonto, mare protetto e un tempio greco affacciato sulla scogliera: è una giornata piena, e si torna a Catanzaro in tempo per cena. Per il dettaglio delle distanze e di come organizzare la gita, guarda la nostra scheda su Le Castella.
Una giornata sulla costa ionica
Le Castella è a circa 45 km da Calabria Bella: si parte al mattino con il pranzo pronto dalla cucina attrezzata e si rientra la sera in appartamento, con due camere e aria condizionata per chi ha preso troppo sole.